BYOB cos’è?

Bring Your Own Bottle

BYOB è un acronimo nato negli USA intorno agli anni ’50 e significa “ Bring Your Own Bottle”: porta il tuo vino con te!

Inizialmente alle feste in cui i partecipanti erano invitati a presentarsi con la propria bottiglia; poi è passato a indicare l’azione di portarsi il proprio vino al ristorante. Dalla California, patria dei wine lovers, la pratica si è estesa quasi ovunque e negli ultimi anni è diventata molto diffusa tra gli appassionati e i veri intenditori che vogliono bere vini pregiati abbinandoli alle portate scelte ma senza spendere una fortuna. Oltre oceano il Byob è un’abitudine snob, piuttosto consolidata. La celebre rivista “Wine Spectator” ha condotto un sondaggio on-line tra i propri lettori (343 risposte) ed è risultato che il 36% di essi, una volta su due, si beve al ristorante il vino portato da casa, il 23% una volta su quattro, il 23% raramente, il 17% mai. Si fa BYOB soprattutto nelle occasioni conviviali durante il week end, il 45% o nelle feste, il 22%.

Enrico Nera, il 12 marzo 2012, dalle colonne del wine blog “Intravino” lancia un vademecum su come comportarsi nei riguardi del BYOB: tra i consigli si legge di portare bottiglie veramente speciali, di entrare nei locali dove si è conosciuti per non correre il pericolo di diventare clienti indesiderati, di essere discreti e di evitare buste di plastica, vistosamente di plastica!

Donatella Cinelli Colombini, nel Forum del 9 novembre 2014, suggerisce di cercare la sigla BYOB nella pubblicità dei ristoranti che permettono questa pratica e parla del diritto di tappo. Il corkage fee è la tariffa richiesta dal ristoratore perché il cliente beva il vino: va dai 7 euro in Italia ai 15-25 dollari negli Stati Uniti. Ricorda, inoltre, un simpatico episodio che ha visto Madonna come protagonista: la cantante è stata “pizzicata” a fare BYOB all’Osteria Colla di New York mentre estraeva dalla borsa bottiglia e bicchieri.
WineNews, l’agenzia quotidiana di comunicazione sul mondo del wine&food, a proposito del BYOB, il 14 settembre 2014, afferma che portarsi il vino da casa è una possibilità offerta sempre più spesso dai ristoranti anche in Italia; mette l’accento, inoltre, sul fatto che il BYOB risponde a una doppia esigenza: quella dei clienti di sperimentare vini diversi e quella dei ristoratori di ridurre le carte dei vini ed i costi di gestione del servizio enoico.
Francesca Negri, nel suo blog geishagourmet.com, sostiene che fare BYOB dovrebbe non essere considerato da pezzenti ma diventare anche in Italia una moda da veri intenditori; lei la pratica di tanto in tanto e l’ha attuata anche per il suo matrimonio.

Cosa aspettiamo a fare BYOB anche noi?! è ``so chic``!