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PORTARE IL VINO A UNA CENA: NUOVE REGOLE?

Monsignor della Casa nel suo trattato “ Galateo overo de’ costumi ”, scritto tra il 1552 e il 1555, dettava le regole adeguate alla conversazione, al comportamento a tavola, all’abbigliamento, ai costumi e alle abitudini. Attraverso i buoni usi comuni si diventava gentiluomini e si riusciva ad allontanarsi dalle ruvide e grossolane usanze ancora presenti nelle classi dominanti del ‘500. Alla base del suo monologo educativo c’era la convinzione che “..come i piacevoli modi e gentili hanno la forza di suscitare la benevolenza di coloro con i quali noi viviamo, così al contrario gli zotici e i rozzi suscitano negli...

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Il vino amato dai Dogi e da Casanova è tornato in vita!

Fino a un mese fa, quando sentivo parlare di Sant’ Erasmo, un’isola della laguna veneziana, il mio pensiero correva alle famose “ castraùre” e al carciofo violetto. Anche il mio palato! Tagliate sottili, condite con un filo d’olio d’oliva e gustate crude, le castraùre sono una leccornia specialissima, disponibile, ahimè, solo per 15 giorni all’anno. Il periodo della raccolta dei primi germogli apicali del carciofo inizia proprio in questi giorni. Grazie al maitre Sergio Olivetti e allo chef Renato Rizzardi, proprietari e gestori de “ La Locanda di Piero”, situata tra le colline di Montecchio Precalcino(VI), ho scoperto che Sant’ Erasmo,...

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Facciamo BYOB… e un po’ di chiarezza

L’acronimo BYOB, in lingua inglese bring your own bottle, viene definito  come "porta la tua bottiglia" e sono sempre più  numerosi i locali  che espongono un'insegna con tale acronimo e permettono quindi ai clienti di portarsi il vino da casa. Sembra che detta espressione risalga agli anni 50. E’ molto usata anche in ambito privato nei casi in cui le bevande alcoliche vengono portate dagli ospiti e non offerte dal padrone di casa. Occorre sapere che il BYOB prevede il “diritto di tappo” per il locale, ossia una quota che il cliente deve pagare al ristoratore per il servizio da questo prestato...

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Falò tra i vigneti

Pasqua con freddo e gelo tra i vigneti del Nordest.Numerose le aziende agricole che per contrastare le rigide temperature dei giorni prossimi alla Pasqua si sono organizzate con sveglie mattiniere, accendendo in prossimità dei filari, dei fuochi al fine di non farle soffrire per il gelo, un evento che non si vedeva da oltre 40 anni. Suggestivo il paesaggio che si è venuto a creare con falò e pire sparsi ordinatamente tra le vigne a protezione delle varietà più precoci quali il Glera lo Chardonnay e il Refosco. (Paola Treppo-il Gazzettino) Leggi l'intero articolo: http://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/accendono_fuochi_scaldare_vigneti...

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